Piccola geografia della memoria

Piccola geografia della memoria

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Un saggio su come i media raccontano, a volte deformandoli, gli eventi sismici e che ripropone le foto e le poesie dell’omonima mostra sul terremoto del 2012 in Emilia.
Un racconto poetico per immagini per ricordare, farne tesoro e ripartire.

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C’è un terremoto fisico, reale, oggettivo, scientificamente misurabile e c’è un terremoto soggettivo, spirituale, che coinvolge l’essenza più profonda dell’io. La memoria è anche questo, esplorare percorsi inconsueti, definire una geografia dell’anima, vedere oltre l’oggettività delle cose ciò che è stato e ciò che sarà.
Questo libro, che ripropone le foto e le poesie dell’omonima mostra sul terremoto del 2012 in Emilia, è un racconto poetico per immagini per ricordare, fare tesoro e ripartire.
Ma il libro non sarebbe stato completo se questa geografia dell’anima non fosse stata preceduta da una documentata riflessione sull’iconografia sismica nelle sue molteplici forme, perché la memoria, specie quella collettiva, che oggi più che mai si nutre di immagini, è un fenomeno culturale e come tale è soggetta a sofisticazioni di varia natura per essere scomposta e ricostruita ad arte secondo gli scopi e le convenienze.
Insomma l’immagine non è mai neutra e, che lo si voglia o no, chiunque la guardi è obbligato a schierarsi e anche decidere di non prendere posizione in realtà è una precisa scelta di campo.

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La recensione de “Il giornale del Po”

“Piccola geografia della memoria”, in un libro immagini e riflessioni sul sisma del 2012

Il terremoto che nel maggio 2012 ha colpito l’Emilia ha lasciato segni profondi, sia nelle infrastrutture sia negli animi, non ancora del tutto rimarginati.  Nei mesi successivi all’evento il mercato editoriale è stato letteralmente invaso da decine di instant books, alcuni realizzati con finalità solidali, altri scritti di getto per sfruttare commercialmente il disastro sismico.
Piccola geografia della Memoria, al contrario è un progetto nato sull’onda lunga della riflessione, oltre che dell’emozione. Pubblicato a oltre un anno e mezzo dai tristi eventi di maggio 2012, cerca di discostarsi con originalità dalla letteratura di settore in quanto non vuole essere né un monito contro futuri rischi sismici né tanto meno una denuncia.
C’è un terremoto fisico, reale, oggettivo, scientificamente misurabile e c’è un terremoto soggettivo, spirituale, che coinvolge l’essenza più profonda dell’io. La memoria è anche questo, esplorare percorsi inconsueti, definire una geografia dell’anima, vedere oltre l’oggettività delle cose ciò che è stato e ciò che sarà.
In un racconto poetico per immagini, per ricordare, fare tesoro e ripartire, il libro presenta le foto di Emiliano Rinaldi, scattate nel cratere sismico compreso tra Ferrara, Modena e Bologna nel corso di diverse sessioni, e le poesie di Antonella Iaschi.
Questa unione sinergica di foto e poesie è anche l’essenza della mostra omonima allestita in diverse città italiane a partire da maggio 2013. Ma l’opera non sarebbe stata completa se questa geografia dell’anima non fosse stata preceduta da una documentata riflessione sull’iconografia sismica nelle sue molteplici forme, perché la memoria, specie quella collettiva, che oggi più che mai si nutre di immagini, è un fenomeno culturale e come tale è soggetta a sofisticazioni di varia natura per essere scomposta e ricostruita ad arte secondo gli scopi e le convenienze.Insomma l’immagine non è mai neutra e, che lo si voglia o no, chiunque la guardi è obbligato a schierarsi e anche decidere di non prendere posizione in realtà è una precisa scelta di campo.
(dicembre 2013)

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Autore

Emiliano Rinaldi, Antonella Iaschi

Titolo

Piccola geografia della memoria

Sottotitolo

Appunti di iconografia sismica

Collana

Saggi & tesi

Pagine

144

Formato

14 x 20,5 cm

Rilegatura

brossura

Peso 0.285 kg